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Acquacoltura ecocompatibile

La prospettiva assunta

L’acquacoltura, intesa come insieme di attività volte all’allevamento di organismi acquatici, ha assunto negli ultimi dieci anni, un’importanza crescente dietro la spinta di una domanda consapevole del valore nutrizionale dei prodotti ittici che comincia ad orientare verso questo settore, quelle stesse richieste di qualità e sicurezza degli alimenti che alcune produzioni agricole di qualità hanno da tempo soddisfatto.

Eppure, tutt’altro che superati sono gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo diffuso di un’acquacoltura attenta alla salute dei consumatori e al tempo stesso rispettosa dell’ambiente, in cui la qualità è garantita e certificata da un sistema rigoroso di controlli.

Se, da una parte, lo sviluppo delle produzioni d’acquacoltura può far fronte alla riduzione dello sforzo di pesca, dall’altra, la stessa può avere un forte impatto sugli ecosistemici acquatici, attraverso l’eutrofizzazione delle acque, la diffusione delle patologie e l’impatto genetico sulle produzioni ittiche locali.

Per ristabilire un equilibrato rapporto tra uso economico delle risorse e la loro conservazione è necessario che il binomio pesca-acquacoltura responsabili venga affrontato in un’ottica di sistema che integri risorse acquatiche e pianificazione territoriale in chiave sostenibile, tenendo conto delle relazioni esistenti tra pesca, acquacoltura e gestione del territorio, inteso questo ultimo anche come interdipendenze tra governo del mare, delle acque interne e del territorio circostante.

E’ stata fatta, in sede di ricerca, la scelta di escludere la produzione con metodi biologici.

Tale esclusione è dovuta solo alla considerazione che le produzioni biologiche del settore ittico, diversamente da quelle del settore agricolo e zootecnico non risultano riconosciute a livello europeo e nazionale da specifiche normative. Sono, comunque state esaminate le problematiche relative alle produzioni biologiche ittiche senza, tuttavia, descrivere le figure professionali ad esse riferite.

La ricerca ha preso, pertanto, in considerazione tutta la filiera produttiva di un’acquacoltura ecocompatibile di qualità attraverso i diversi ambiti lavorativi che la caratterizzano (produzione e allevamento di specie acquatiche, trasformazione di prodotti dell’acquacoltura, commercializzazione di prodotti dell’acquacoltura e fornitura di mezzi tecnici per l’acquacoltura) per l’individuazione delle relative figure professionali.

Le figure professionali

Sono state individuate ed analiticamente descritte in termini profilo professionale, contesti occupazionali/organizzativi, compiti lavorativi e competenze professionali le seguenti figure professionali in riferimento ai diversi processi lavorativi:

  • Manager di impianti di acquacolture ecocompatibili di qualità
  • Esperto in programmi di selezione
  • Responsabile gestione ambientale e qualità
  • Tecnico dell’acquacoltura ecocompatibile di qualità
  • Operatore dell’acquacoltura ecocompatibile di qualità
  • Addetto alla vendita dell’acquacoltura ecocompatibile di qualità

Tali figure, pur intervenendo in momenti e con funzioni diverse sono accomunate dalle stesse competenze di base e dalla necessità di gestire relazioni con soggetti che condividono un impegno al conseguimento delle stesse finalità, cioé quelle di un’agricoltura volta a realizzareprodotti esenti da contaminanti e, al tempo stesso, a conservare e valorizzare le risorse naturali.
Per ognuna delle figure professionali individuate si é proceduto alla progettazione formativa,definendo sia l’impalcatura generale del percorso formativo, sia l’articolazione dei moduli formativi.
I dodici moduli formativi, costruiti in chiave sistemica, hanno utilizzato l’interdisciplinarietà come metodo di lavoro e assunto la complessità come approccio.

Per chi è interessato a saperne di più

I risultati di questo percorso di ricerca sono confluiti nella pubblicazione Isfol: Formare per la complessità: Figure professionali e competenze sistemiche. Parte prima, cap. 2. Franco Angeli 2005.