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Difesa del suolo e utilizzazione delle acque

La prospettiva assunta

La consapevolezza della stretta interconnessione tra dissesto idrogeologico, utilizzazione delle risorse naturali e valorizzazione del territorio ha portato ad una loro definizione in termini di difesa del suolo ed utilizzazione delle acque per il riassetto e la salvaguardia del territorio attraverso la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali.

La difesa del suolo, infatti, intesa nella sua accezione più ampia, prefigura un superamento della separazione degli interventi sul territorio e sull’ambiente. Ciò dietro la consapevolezza della complessità delle interdipendenze e connessioni tra tutela ambientale, difesa del suolo, gestione delle acque e pianificazione urbanistica e territoriale; connessioni che si manifestano drammaticamente in occasione dei grandi eventi catastrofici.

In questi anni, si è privilegiata più una politica emergenziale di riparazione del danno che una politica preventiva, regolata da strategie di pianificazione e programmazione delle azioni di tutela. La complessità e la trasversalità dell’ambiente impongono una visione unitaria ed integrata del territorio e dell’ambiente nei suoi diversi aspetti di pianificazione, programmazione, gestione e realizzazione affinché non prevalgano approcci emergenziali, ma si affermi una capacità pianificatoria di ampio respiro.

Una concezione di ambiente non in chiave esclusivamente difensivistica, induce a considerare in maniera integrata l’attività di conservazione delle risorse con quella della loro utilizzazione, tutela e valorizzazione. Tutelare una risorsa significa preservarne la qualità e quantità, significa cioè agire secondo modalità che risultino ecocompatibili con gli equilibri ecosistemici delle risorse del territorio. Valorizzare una risorsa significa attribuire alla stessa un valore aggiuntivo, derivante dal fatto di agire e di intervenire sulla stessa in termini di difesa, utilizzazione e tutela.

Nella pianificazione generale del territorio è stato inquadrato il sistema delle aree protette nel quale centrali sono la salvaguardia della biodiversità e l’esigenza di coniugare gli obiettivi di tutela e di conservazione con quelli dello sviluppo sostenibile.

Per un esame più analitico di questo spaccato, si rimanda a: aree protette e turismo sostenibile.

Le figure professionali

Le figure professionali individuate e, analiticamente, descritte in termini di profilo professionale, contesti occupazionali/lavorativi, compiti lavorativi e competenze professionali, fanno riferimento al macro-processo: pianificazione e controllo.

La focalizzazione sul sistema professionale che insiste sul processo di pianificazione e controllo intende rispondere all’esigenza di garantire, proprio a livello di pianificazione, un approccio unitario che permetta il superamento della frammentazione delle competenze, dei saperi e delle gestioni. Questo macro-processo è articolato al suo interno in tre distinti processi (programmazione, progettazione e manutenzione) che costituiscono livelli diversi di pianificazione e controllo e prefigurano altrettanti livelli di professionalità.

Le figure professionali fanno riferimento a due ambiti professionali specifici:

  • Risorse idriche e infrastrutture connesse: la risorsa idrica, secondo le diverse funzioni di difesa, utilizzazione e tutela, è vista unitamente alle infrastrutture ad essa connesse e quindi alle opere idrauliche, siano esse di sistemazione, invaso, derivazione, trasferimento, distribuzione, trattamento, restituzione.

    Ad esso fanno riferimento le figure professionali di:
    • Manager esperto nella programmazione
    (per questa figura si è proceduto anche alla progettazione formativa attraverso un sistema di unità formative capitalizzabili, spendibili come crediti nel mercato del lavoro o utilizzabili in altri percorsi formativi).
    • Esperto di progettazione
    • Tecnico manutentore
  • Risorse agroforestali del suolo: utilizzare la risorsa fisica suolo, agricola e forestale, con l’obiettivo di conservarla e tutelarla, vuol dire adottare modalità di trattamento, trasformazione e produzione a basso impatto ambientale.

    Ad esso fanno riferimento le figure professionali di:
    • Manager esperto nella programmazione
    • Esperto di progettazione
    • Tecnico manutentore
    Ad entrambi gli ambiti professionali, su evidenziati, è riferita la figura professionale di:
    • Manager del governo del territorio
    Tale figura rappresenta ed esprime la cultura e la gestione dell’integrazione tra le diverse finalità e funzioni di intervento (difesa del suolo e salvaguardia del territorio, utilizzazione, tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed agroforestali) in quanto opera in connessione con la pianificazione del territorio e delle infrastrutture, con la pianificazione urbanistica, con la promozione dello sviluppo economico.

Per chi è interessato a saperne di più

I risultati di questo percorso di ricerca e progettazione formativa sono confluiti nella pubblicazione Isfol e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio: Una formazione di qualità per lasostenibilità ambientale. Parte prima, cap.2. Franco Angeli, 2002.